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Razionale scientifico

La Società Italiana di Psichiatria, che con le sue 23 Sezioni Speciali e le sue 17 Sezioni Regionali è la più rappresentativa espressione scientifica della psichiatria sul territorio nazionale, celebra i suoi primi 150 anni di storia.

Nata nel 1873 come “Società Italiana di Freniatria”, su impulso di Andrea Verga, ha celebrato il suo primo congresso nel settembre 1974 a Imola, alla presenza di 32 membri della Società, che comprendeva cultori delle scienze psichiatriche e neurologiche.

A testimonianza della vivacità culturale che l’ha sempre contraddistinta, dal seno della società è gemmata nel 1907 la Società Italiana di Neurologia, e nel 1932 ha assunto l’attuale denominazione di Società Italiana di Psichiatria. La Società Scientifica ha attraversato l’intera parabola storica della psichiatria italiana degli ultimi centocinquanta anni, ed è stata testimone di tutti i cambiamenti scientifici, culturali, sociali e giuridici che hanno coinvolto la materia della salute mentale nel nostro paese. Un ruolo che l’ha vista protagonista nella stagione della grande riforma che ha portato alla chiusura dell’epoca manicomiale, all’apertura dei servizi territoriali e alla ridefinizione di una disciplina fortemente connessa con l’ospedale generale.Tale riforma ha rappresentato una svolta nell’approccio alla questione psichiatrica, la cui eco e le cui ricadute hanno condizionato il sapere e l’agire per la salute mentale in ogni angolo del mondo. La SIP ha sempre contribuito come protagonista, con uno spirito aperto alla multidisciplinarietà, allo sviluppo attuale della psichiatria come disciplina moderna e dinamica, che attinge al patrimonio dei contesti sociali e socio-economici. Ha svolto un ruolo di guida e di modello per la professionalità degli operatori coinvolti nella cura dei pazienti affetti da patologie mentali e ha contribuito a definire le strategie idonee a mobilitare le risorse delle persone e dell’ambiente.

Oggi, nell’epoca post-manicomiale, sanciti alcuni principi operativi quali la presa in carico, la continuità terapeutica, la multiprofessionalità delle équipe, la prevenzione, l’integrazione con le reti sociali, la psichiatria assiste a una profonda modificazione delle condizioni che hanno determinato l’attuale modello organizzativo e dei servizi, con un mutamento alla radice dello scenario umano e professionale in cui quotidianamente operiamo. Le trasformazioni ambientali, tecnologiche e culturali della nostra epoca hanno cambiato l’espressività dei disturbi mentali, per cui si assiste, oltre che ad un incremento dell’utenza affetta da disturbi gravi ed invalidanti anche ad un abbassamento dell’età di esordio e alla comparsa di quadri psicopatologici che pongono sfidanti questioni diagnostiche , cliniche ed organizzative, quali i disturbi del neurosviluppo, i disturbi di personalità e quelli della nutrizione e dell’alimentazione, le dipendenze con e senza sostanze. I mutamenti sociali, quali la globalizzazione, la competitività e la frammentazione della famiglia hanno messo in crisi la tenuta delle reti tradizionalmente pensate e la possibilità di integrazione dei soggetti deboli, in generale, e dei pazienti sofferenti di patologia psichica in particolare. Infine, nel corso degli ultimi anni si è assistito ad una progressiva delega alla psichiatria di aree di sofferenza che attengono ai bisogni sociali o alla gestione di comportamenti giuridicamente rilevanti con un incremento delle aspettative nella soluzione di problematiche del contesto sociale da parte dei diversi attori in gioco (magistratura, forze dell’ordine, amministratori e politici, tecnici e opinion maker). La Società Italiana di Psichiatria ha poi contribuito a denunciare un altro grave fenomeno che ha coinvolto l’intero servizio sanitario nazionale nel corso dei primi due decenni del nuovo millennio: il progressivo decremento delle risorse disponibili a fronte di un continuo aumento di richieste di operatività e di rischiosità medico-legale. Tutto ciò ha causato una crisi delle vocazioni in psichiatria senza precedenti, contribuendo a un depauperamento delle risorse umane, che nella nostra disciplina rimangono lo strumento principe quale agente di cambiamento.

La strada da percorrere per la salute mentale, nel nostro Paese, è ancora lunga e ricca di sfide. Tuttavia, occorre continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione, allargando il campo di intervento non solo in direzione preventiva, ma anche nella promozione della salute mentale collettiva, implementando il dialogo con la società civile e garantendo un futuro migliore ai nostri pazienti e alla nostra professione.

 

Comitato scientifico

Presidente SIP

  • Emi Bondi

Presidente eletto

  • Liliana Dell’Osso

Past president

  • Enrico Zanalda
  • Vice PresidentI
  • Massimo Clerici
  • Giulio Corrivetti
  • Moreno De Rossi
  • Antonio Vita
SEGRETARIO:
  • Guido Di Sciascio
VICE SEGRETARIO:
  • Lucio Ghio

Consiglieri Eletti:

  • Mario Amore
  • Antonello Bellomo
  • Paola Calò
  • Giancarlo Cerveri
  • Marcello Di Fiore
  • Dario Filippo
  • Giovanni Martinotti
  • Maria Rosa Muscatello
  • Cinzia Niolu
  • Pierluigi Politi
  • Gian Marco Polselli
  • Rita Roncone
  • Vincenzo Villari
  • Elisa Zanelli

Presidente Commissione Etica:

  • Francesco Risso

Commissione Etica:

  • Graziella Boi
  • Andreas Conca
  • Carlo Fraticelli
  • Michele Sanza
  • Salvatore Varia

Comitato locale

Francesco Amaddeo
Gerardo Favaretto
Angela Favaro
Bruno Forti
Antonio Lasalvia
Marilena Martucci
Diego Saccon

Segreteria scientifica

In&Fo&Med srl | Via San Gregorio 12 20124 Milano (MI)

Progetto realizzato con il contributo non condizionante di:

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Per il Congresso “150 anni SIP, l’eredità del passato, l’innovazione del presente, le sfide del futuro” è possibile contribuire allo sviluppo del Programma Scientifico inviando delle proposte di Simposio.

Tutti i simposi ricevuti saranno valutati dal Comitato Scientifico per la successiva definizione del Programma.

Vi chiediamo pertanto di cliccare sul pulsante di invio di proposta di vostro interesse, scegliendo tra le tipologie di Simposio indicate nella sezione sottostante.

Simposio Libero

I simposi liberi devono avere i seguenti requisiti:

  • durata: 60 minuti (inclusa discussione finale di 15 minuti)
  • max 2 moderatori
  • max 3 relazioni/relatori da 15 minuti


Attenzione: Compilare la proposta specificando il topic
di riferimento dall’elenco sottoriportato.

DEADLINE INVIO 15/12/23

Simposio Sezioni Regionali

I simposi provenienti dalle Sezioni Regionali devono avere
i seguenti requisiti:

  • durata di 90 minuti (inclusa discussione finale di 15 minuti)
  • max 2 moderatori
  • max 5 relazioni/relatori più la discussione finale.

Attenzione: Compilare la proposta specificando il topic
di riferimento dall’elenco sottoriportato.

DEADLINE INVIO 15/12/23

Simposio Sezioni Speciali

I simposi provenienti dalle Sezioni Speciali devono avere i seguenti requisiti:

  • durata di 90 minuti (inclusa discussione finale di 15 minuti)
  • max 2 moderatori
  • max 5 relazioni/relatori più la discussione finale.

Attenzione: Compilare la proposta specificando il topic
di riferimento dall’elenco sottoriportato.

DEADLINE INVIO 15/12/23

TOPICS DI RIFERIMENTO

  • Advocacy e associazionismo di pazienti e familiari
  • Cefalee
  • Clima ambiente e salute mentale
  • Demenze
  • Depressione Maggiore
  • Disturbi Affettivi e Disturbo Bipolare
  • Disturbi correlati a sostanze e dipendenze comportamentali
  • Disturbi del Neurosviluppo
  • Disturbi del Sonno
  • Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione
  • Disturbi di Personalità e Disturbi d’Ansia
  • Etnopsichiatria
  • Il morbo di Parkinson
  • La malattia di Alzheimer
  • La psicoterapia e gli interventi psicosociali
  • Organizzazione dei Servizi
  • Psichiatria di genere
  • Psichiatria di transizione
  • Psichiatria Forense
  • Psicofarmacologia
  • Salute Mentale e inclusione nelle persone LGBTQIA+
  • Salutogenesi e la prevenzione nei disturbi mentali
  • Schizofrenia e Psicosi
  • Trattamenti Riabilitativi non Farmacologici
  • Trauma